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Incontro con le famiglie - Natale 2017

Fecondazione. Morresi: “Lorenzin manterrà impegno a inserire la Pma nei Lea”

Attualmente sono in corso dei tavoli tecnici quindi al ministero si sta lavorando affinché la procreazione medicalmente assistita sia inserita nei Lea. A dirlo la consulente del ministro della Salute per la Pma Assuntina Morresi ribadendo quindi che Lorenzin “manterrà gli impegni presi" su questo tema.

11 DIC - Al ministero si sta lavorando affinché la procreazione medicalmente assistita sia inserita nei Lea come annunciato dalla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin. Ad assicurarlo la consulente del ministro della Salute per la Pma Assuntina Morresi, intervenendo a un convegno organizzato oggi alla Camera da 9 associazioni di coppie infertili sul tema della fecondazione assistita.

Il convegno ha messo l'accento proprio sulle criticità legate alla Pma in Italia e denunciate dalle associazioni. In particolare: dai ritardi nella definizione delle linee guida, alle sperequazioni nel trattamento sanitario tra le diverse Regioni nell'attesa che le pratiche di Pma, omologa ed eterologa, vengano inserite nei Lea".

"Sull'inserimento della procreazione medicalmente assistita nei Livelli essenziali di assistenza – sono state le parole di Morresi – Lorenzin manterrà gli impegni presi”. Aggiungendo che “sono in corso dei tavoli tecnici quindi si sta lavorando su questo tema”.

Antonino Guglielmino, direttore dell'Istituto di medicina e biologia della riproduzione Umr/Hera, ha ricordato come “in alcune Regioni come la Calabria il 100% dei cicli di Pma venga effettuato in centri privati”, ma anche nel Lazio la percentuale si avvicina all'85%. Al contrario, in Valle d'Aosta la totalità dei cicli avviene nel pubblico. In linea generale, i dati della Relazione al Parlamento sulla fecondazione assistita 2012 "parlano del 37,4% di cicli che in Italia avvengono in strutture pubbliche - ha ricordato l'esperto - e del 35% in strutture private”. Ma a preoccupare sono appunto le differenze a volte abissali fra una Regione e l'altra.

ANSA

Procreazione: Morresi(ministero),fecondazione sarà in Lea 'Lorenzin manterrà promessa'

(ANSA) - ROMA, 11 DIC - La procreazione medicalmente assistita (pma) ''sarà nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Ci si sta lavorando, sono in corso dei tavoli tecnici. Il ministro Lorenzin manterrà la promessa data". Lo ha detto Assuntina Morresi, consulente del ministro della Salute Beatrice Lorenzin sulla Pma, al convegno "Pazienti infertili ed esperti incontrano le Istituzioni" in corso alla Camera. I Lea, secondo quanto previsto, dovrebbero essere ridefiniti entro dicembre. Nel convegno, organizzato da nove associazioni a sostegno delle coppie infertili, sono emerse alcune criticità legate alla procreazione medicalmente assistita in Italia: dall'inserimento di pma omologa ed eterologa nei Lea alle troppe differenze tra le regioni, che come ha ricordato Antonino Guglielmino, direttore dell'Istituto di medicina e biologia della riproduzione Umr-Hera di Catania, hanno portato in alcune realtà, come la Calabria, al 100% dei cicli di Pma effettuati nei centri privati nel 2012, e in altre come la Valle d'Aosta, invece, al 100% dei cicli effettuati in centri pubblici. "Nel complesso in Italia - ha aggiunto Guglielmino - il 37,4% dei cicli avviene in centri pubblici, il 27% in centri privati convenzionati e il 35,5% in centri privati". (ANSA).

 

 

Convegno Roma 11 dicembre 2014

Programma

 

Comunicato stampa


I lavori si svolgeranno a Roma giovedì 11 dicembre, dalle ore 9,30 alle 19 a Palazzo San Macuto

Convegno: "Pazienti infertili ed esperti incontrano le Istituzioni.

Come (ri)organizzare la Procreazione Medicalmente Assistita in Italia"

 

 

 

Interverranno tra gli altri:

Carlo Flamigni (ginecologo e membro del Comitato nazionale di Bioetica),

Stefano Rodotà (giurista), Vito De Filippo (sottosegretario di Stato al Ministero della Salute),

Emilia De Biasi (presidente della XII commissione permanente "Igiene e Sanità" del Senato),
Paolo Vargiu (presidente della XII commissione "Affari sociali" della Camera).

Modererà il dibattito la giornalista Bianca Berlinguer.


 

ROMA, 5 dicembre 2014 – La Riproduzione Assistita, sia omologa che eterologa, continua a presentare in Italia gravosi nodi di criticità che la pongono al centro di accese polemiche e di reiterate istanze da parte delle coppie infertili.
Ai ritardi nella definizione delle linee guida si assommano le sperequazioni nel trattamento sanitario tra le diverse Regioni, disparità che permane nelle more della lunga attesa che le pratiche di PMA vengano inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza a livello nazionale, come promesso ma non ancora attuato dal Ministro della Salute e come indicato dalla Conferenza delle Regioni, che nel documento del 4 settembre ha evidenziato la necessità di prevedere la PMA omologa ed eterologa nel DPCM di adeguamento dei LEA, così come definito nel Patto per la Salute 2014-2016.

Sono questi solo alcuni dei macroscopici problemi ancora insoluti, che assillano chi necessita di perseguire con la PMA il proprio progetto di genitorialità. Progetto ulteriormente garantito dalla Corte Costituzionale nella sentenza dello scorso aprile, ma di fatto ostacolato da una mortificante situazione di stallo.

Da mesi le Associazioni che rappresentano i pazienti hanno perciò intensificato una mobilitazione che in realtà dura da anni, rilanciandola attraverso una campagna di sensibilizzazione ed una serie di iniziative che culmineranno giovedì 11 dicembre a Roma nell’atteso confronto con le Istituzioni: Parlamento, Governo, Ministero della Salute, Regioni. Il confronto avverrà nell’ambito del convegno intitolato appunto "Pazienti ed esperti incontrano le Istituzioni: come (ri)organizzare la Procreazione Medicalmente Assistita in Italia", che sarà ospitato dalle ore 9,30 alle 19, nella sede di Palazzo San Macuto (Camera dei Deputati, Sala del Refettorio, via del Seminario, 76).

Sono nove le Associazioni (Aidagg, Amica Cicogna, Cerco un bimbo, Hera, L’altra Cicogna, Luca Coscioni, Liberi di decidere, Madre Provetta, SOS Infertilità) a promuovere il convegno che sarà strutturato attraverso due tavole aperte alla discussione fra utenti, esperti del settore e le istituzioni che, dal territorio al Governo centrale, gestiscono il sistema sanitario.

Insieme ai presidenti delle suddette associazioni, daranno il proprio contributo esperti di chiara fama. Medici e biologi, giuristi e studiosi di bioetica si alterneranno con le testimonianze dei pazienti. La finalità è avviare un dialogo costruttivo con i deputati e i senatori delle Commissioni competenti e con gli esponenti del Ministero della Salute. Interverranno tra gli altri: Carlo Flamigni (ginecologo e membro del Comitato nazionale di Bioetica), Stefano Rodotà (giurista), Vito De Filippo (sottosegretario di Stato al Ministero della Salute), Paolo Vargiu (presidente della XII commissione "Affari sociali" della Camera), Emilia De Biasi (presidente della XII commissione permanente "Igiene e Sanità" del Senato). A moderare il dibattito sarà la giornalista Bianca Berlinguer, direttrice del TG3.

Il convegno mira a porre proposte chiare, di necessaria realizzazione, e a verificarne i percorsi decisionali, applicativi e le disponibilità concrete delle stesse istituzioni ai differenti livelli; una riflessione ad ampio raggio che fa leva sulle decisioni della Consulta. Con profonda consapevolezza dell’evoluzione sociale, le Sentenze della Corte Costituzionale n. 151 del 2009 e n. 162 del 2014 hanno infatti segnato due tappe importanti nelle prospettive della PMA. La prima pronuncia ha riconosciuto che il percorso terapeutico da intraprendere per il raggiungimento dell’obiettivo procreativo è affidato esclusivamente alle decisioni stabilite all’interno del rapporto tra il medico e la coppia. La seconda ha stabilito il principio di autodeterminazione della coppia nella scelta di costituire una famiglia con figli.

 

 

Alla luce delle decisioni della Consulta, autentiche pietre miliari a tutela del diritto alla salute e più ampiamente di libertà fondamentali, si sente perciò la giusta e necessaria esigenza di (ri)organizzare l’intero sistema della procreazione medicalmente assistita in Italia.

 


Informazioni e riferimenti per l'accesso all'iniziativa: Segreteria organizzativa

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