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Comunicato stampa

 

Oltre 400 i partecipanti al primo congresso nazionale in corso a Roma fino a sabato 17 dicembre

Antonino Guglielmino alla guida della Società Italiana della Riproduzione Umana, insieme a Montano e Viganò

“Il nostro obiettivo è stringere un patto per la salute riproduttiva tra operatori, istituzioni e pazienti per una riproduzione assistita umanizzata" 

 

Roma, 15 dicembre 2017 – Il ginecologo siciliano Antonino Guglielmino, direttore del Centro Unità di Medicina della Riproduzione di Catania, guiderà per i prossimi due anni la triade dei Presidenti della Società Italiana di Riproduzione Umana (SIRU), la prima in Italia per numero di iscritti (oltre 550) e tra le prime al mondo.

Accanto ad Antonino Guglielmino, nominato presidente in carica in quanto eletto con il maggior numero di preferenze, ci saranno il campano Luigi Montano, responsabile di Andrologia dell'ASL di Salerno, e la piemontese Paola Viganò, biologa presso l'Ospedale San Raffaele di Milano. Lo statuto della società scientifica richiede infatti che la presidenza, della durata di sei anni, sia rappresentativa dei tre ambiti della ginecologia, della biologia e dell’andrologia. Per il biennio successivo è previsto che la nomina passi al secondo eletto, ossia Paola Viganò, mentre nel biennio finale subentreà il terzo eletto, Luigi Montano.

Le elezioni sono avvenute in occasione del primo congresso nazionale della Siru, in corso a Roma fino a sabato 16 dicembre, con presenze record di oltre 400 partecipanti. Il Consiglio Direttivo, pure elettivo, risulta così composto. Ginecologi: Domenico Carone, Francesco Tomei, Pieraldo Inaudi e Franco Lisi. Andrologi: Francesco Lanzafame, Luigi Chiappetta, Andrea Ledda e Marco Firmo. Biologi, embrologi e biotecnologi: Filippo Giacone, Alessio Paffoni, Mirella Iaccarino e Simone Palini. Genetisti: Marina Baldi. Psicologi e Counselor: Zaira Donarelli. Medici consultoriali: Demetrio Costantino. Ostetriche e infermieri: Maria Santo.

"Il nostro obiettivo - ha dichiarato Antonino Guglielmino - è stringere un patto per la salute riproduttiva tra operatori, istituzioni, pazienti. Occorre agire in rete nel territorio, a vari livelli, nazionale, regionale e provinciale, per promuovere una corretta informazione, puntare sulla prevenzione, garantire tempestività nelle diagnosi e nelle cure per recuperare il tempo della fertilità. Perciò è importante riconoscere la piena legittimità in Italia della PMA come metodo terapeutico per favorire il concepimento e il diritto della coppia di autodeterminarsi nella libera scelta di avere una famiglia con figli. E altrettanto necessaro è intraprendere un dialogo proficuo e costante con le istituzioni nazionali e regionali. In quest'ottica, la via maestra è quella di assegnare alle società scientifiche il compito di redigere delle vere e proprie Linee Guida per la Procreazione medicalmente assistita (PMA), quale espressione specifica e competente della medicina e biologia della Riproduzione, così come previsto dalla nuova normativa sulla Responsabilità Sanitaria, superando i vincoli delle Linee Guida attuali.”

 

 

 

Ufficio Stampa SIRU

Paola Perrotta - Lara Luciano  Downtownpress

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