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INAUGURATA LA NUOVA CLINICA
16 gennaio 2010
La realizzazione del nuovo centro completa un percorso iniziato ben 11 anni fa e che ha visto insieme pazienti ed operatori della procreazione assistita in un’esperienza che probabilmente è unica a livello internazionale. Un’esperienza non solo di "buona medicina" ma anche e soprattutto una straordinaria esperienza umana.
Il nostro Istituto non si limiterà solo alle pratiche di cura e assistenza, ma punta ad avere un ruolo avanzato anche sul fronte della ricerca scientifica.
Il nuovo centro si sviluppa su una superficie coperta di 2.245 metri quadrati, su tre livelli. Tre le sale operatorie e ben sei i laboratori, tra i quali due dedicati alla biologia molecolare. Il centro catanese è sicuramente il più grande di’Italia tra quelli dedicati esclusivamente alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) e può vantare tecnologie d’avanguardia inserite in un contesto ambientale studiato per garantire la migliore condizione di vivibilità sia ai pazienti che agli operatori, con una progettazione specificatamente finalizzata a questo obiettivo.
Visualizza le foto dell'Inaugurazione
via Leucatia Croce Sant'Agata Li Battiati (Ct)
ultimo edificio a destra.
Tel 095 4190063 Fax 095 4199957
Indicazioni stradali:
da Messina
da Palermo
da Ragusa
da Siracusa
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La storia che abbiamo costruito insieme
L'inaugurazione di un nuovo centro di fecondazione assistita, che celebriamo in questo sabato di gennaio 2010, per quanto dotato delle più moderne attrezzature e insediato in un tessuto sociale come il nostro, in sé e per sé non costituirebbe quell'evento che nei fatti rappresenta. Si tratta invece di un avvenimento che affonda le sue radici in una storia iniziata oltre quindici anni fa, e che per le sue peculiarità costituisce un modello pressoché unico, la prova vivente di come la strenua volontà di un gruppo di donne e uomini, sotto la guida di un sognatore dalla visione lungimirante ha permesso la realizzazione di un qualcosa che all'inizio del percorso sembrava solo un sogno.
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La forza di un sogno
di ANTONINO GUGLIELMINO*
Eravamo un gruppo di giovani talenti catanesi affascinati dalle nascenti scienze e tecniche della Riproduzione Assistita. Qualcuno di noi aveva tentato e chiesto di imparare qualcosa in Sicilia, ma l'unica risposta era stata "non se ne parla". A quel punto abbiamo deciso di andare via. Ci siamo sparpagliati nei migliori centri d'Europa: da Londra a Parigi, da Edimburgo a Bruxelles, qualcuno persino oltreoceano, tra borse di studio e portafogli dei papà. Disposti a tutto pur di imparare. Immaginavamo, forse ingenuamente, che un giorno, tornati in Italia dopo anni di studio, lavoro e sacrifici all'estero, nella nostra terra avremmo trovato grande accoglienza e collaborazione per la realizzazione della nostra idea, di aggiornamento della nostra medicina e miglioramento assistenziale ai nostri concittadini. Il tempo della nostra esperienza all'estero è stato così lungo ed intenso ed il progetto è stato così interessante che scienziati, provenienti da altri paesi, si sono legati alle persone del gruppo ed all'elaborazione del progetto, rendendolo sempre più grande ed ambizioso, fino a pensare di realizzare in Sicilia non solo un Centro per la Riproduzione Assistita, ma un centro per la Diagnosi Genetica di pre-impianto per la talassemia (sarà questo il primo gruppo in Italia a fare nascere , nel 2000, con la diagnosi pre-impianto due gemelli sani da una coppia di talassemici). Con grande sorpresa, al nostro ritorno in Sicilia, ci rendemmo conto che quasi nessuno era disposto ad aiutarci. Una serie infinita di ostacoli ci venivano posti da concorrenti sleali, falsi professionisti mossi da invidie o interessi. Quelli più vicini, quelli che si dichiaravano "amici", nei momenti più difficili, in confidenza, ci "consigliavano" di lasciar perdere.
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I colori della vita
di CLAUDIA PEZZINGA*
Il colore non deve essere considerato un semplice attributo che caratterizza gli oggetti e tutto cio' che ci circonda bensì, come ormai universalmente riconosciuto, deve essere pensato come un qualcosa che ha forte influenza sulla psicologia umana. Un' oculata progettazione e scelta dei colori negli ambienti di lavoro, cura o riposo, può contribuire sensibilmente a migliorare il benessere ambientale e può fungere da antidoto alla depressione, rendendo più accoglienti i luoghi in cui le persone possono permanere per lunghi periodi di tempo. Inoltre, una miscela ragionata di luce e colore contribuisce alla riduzione dell'inquinamento visivo, equilibrando alcuni degli aspetti che coinvolgono chiunque operi in ambienti ergonomicamente non ottimali per le attività che vi si svolgono. Queste proprietà "terapeutiche" del colore possono essere usate per combattere gli effetti della cosiddetta "Sick Building Syndrome" cioè della Sindrome dell'Edificio Malato, di cui tutti, consapevolmente o no, almeno una volta nella vita ne abbiamo subito gli effetti. Sulla base di ciò ci siamo posti l'obiettivo di "umanizzare" gli ambienti del Centro U.M.R. Porre cioè prioritariamente la persona nella sua interezza al centro delle attività. I pazienti non sono pertanto visti come dei semplici fruitori occasionali della struttura, bensì come attori permanenti della stessa struttura. Stesso discorso vale per gli operatori sanitari che potranno trarre beneficio da un ambiente cromaticamente ritagliato sulla base delle loro attività e funzioni. Ad ogni spazio è stato perciò assegnato non un colore, ma il "suo" colore cioè quello più idoneo ad armonizzarsi alla funzione di quello spazio. Inoltre il colore è stato utilizzato come strumento per la diversificazione tra gli ambienti, non solo per una migliore identificazione degli stessi ma per la diversa tipologia di terapia ed utilizzo. Nell'entrare in una struttura sanitaria la maggior parte dei pazienti rimane colpita dal dominio del bianco, del grigio o del verde tenue. Lo stato psico-fisico peggiora vistosamente entrando in un ambiente caratterizzato da contorni e colori anonimi.
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La nuova struttura
la nuova struttura si sviluppa su una superficie di 2.245 metri quadrati che si articola su tre livelli, oltre ad un'area esterna destinata a giardino e parcheggio.
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Un percorso da non fare da soli
di VALERIA ABRAMO*.Come fa una madre a ricongiungersi con il suo bambino
ideale, quello che da sempre riempie la sua mente ed il
suo cuore, ancora prima del suo grembo; quello che
resta recluso in quel limbo tra il sogno e la veglia in
attesa che il mandato di genere si materializzi e la
biologia faccia il suo corso per conservare la specie?
Come fa un padre a rinunciare per sempre
all'immortalità che la generazione successiva consegna
in cambio della legittimazione sociale? Come fa una
coppia che ha investito le proprie aspettative su un
progetto genitoriale da condividere e da sostenere e che
rappresenta l'unico modo conosciuto per emanciparsi
dalla propria famiglia di origine, a pianificare in
maniera alternativa il proprio futuro? Le persone che
hanno problemi di infertilità sanno bene quanto sia
difficile riconvertire il sogno di avere un figlio biologico,
sanno che potranno cercare aiuto nelle moderne
tecnologie offerte dalla medicina della riproduzione ma
dovendone comunque pagare dei costi molto alti. segue >>
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<< E l’avventura comincia >>
di MARIA C. Credo che sia naturale ad un certo punto
della vita di una coppia sentire la voglia di
concretizzare il proprio amore e dare la vita
ad un frugoletto. Nell'istante stesso in cui si
pensa di volere un figlio già ci si immagina
col pupo in braccio, coccole, amore e
felicità... E' successo anche a noi. Quando
abbiamo sentito di volere un figlio non ne
abbiamo neanche parlato, ci siamo solo
guardati ed abbiamo detto "è ora". Ma mille
prove, tentativi, esperimenti più o meno
scientifici non sono bastati, mille stick di
ovulazione, mille risate, "amore dai che
oggi è il giorno giusto"...insomma, tutto
sommato ci divertivamo. Ma quei test di
gravidanza continuavano a dire "non
incinta". Ok, ci dicevamo, sarà per la
prossima volta, ma la volta giusta non
arrivava mai. Iniziamo le analisi di routine,
e subito l'esito non lascia spazio a dubbi.
uno di noi è infertile. <>.
Mentre ancora cerchiamo di capacitarci che
certe cose non succedono solo "agli altri", ci
danno l'indirizzo dell'associazione Hera.
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Consensus delle società Italiane di PMA
Riccione 29 maggio 2009Costituzionale modifica alcuni
dei punti cardine della legge 40 e
delle relative linee guida
applicative. Riteniamo quindi
utile fornire un contributo
scientifico alla ricerca di una
sintesi condivisa e pragma-
ticamente applicabile: o La
necessità di offrire alle coppie ed
in particolare alle donne, il
massimo dell'efficacia
terapeutica ed il minimo dei
rischi per la propria salute fisica
e psichica, limitando al minimo
l'invasività e reiterazione degli
atti terapeutici. o La necessità di
contenere al mas s imo la
creazione di embrioni in eccesso
e quindi la loro crioconservazione, se non sia
prevedibile una concreta
possibilità di impianto futuro. o
La necessità di tutelare la salute
dei nascituri, in particolare
limitando al massimo le
gravidanze multiple, principale
causa di morbilità e mortalità
materna e feto-neonatale. (…) I
Presidenti delle Società Italiane
di Medicina della Riproduzione
ritengono oggi, alla luce del
dettato della sentenza della
Corte Costi- tuzionale dell'1
aprile 2009 (sentenza n. 151
pubblicata su GURI del 13
Maggio 2009), che sia necessario
fare uno sforzo, in sintonia con
gli organi istituzionali deputati,
per identificare un percorso
nuovo e condiviso, nell'interesse
della salute della donna e del
nascituro. segue >>
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